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Cos’è che hai? Fibromialgia, questa sconosciuta

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Spessissimo mi sento chiedere “come mai hai sempre mal di testa? Perchè non esci di più? Come mai soffri così il caldo? Ma perchè stai sempre male?
La risposta a tutte queste domande, e molte altre, è: FIBROMIALGIA.
Per chi non sapesse cos’è, cerco di spiegarlo in due parole: una gran rottura di palle.
Viene catalogata tra le patologie reumatologiche, ma (e qui rispondo ad una delle domande che mi sento fare più frequentemente) ancora non hanno ben capito nemmeno i medici come funziona. Pare ci sia uno squilibrio della serotonina. Ogni tanto escono nuove teorie, quindi mi limiterò a parlarvi dei sintomi e della mia esperienza.
Ci tengo a sottolineare che NON è una patologia psicosomatica.

I sintomi principali sono: stanchezza cronica, dolore cronico, disturbi del sonno.
Arrivano poi (non a tutte le persone allo stesso modo): rigidità muscolare, mal di testa o dolore al volto, acufeni, disturbi della sensibilità (in particolare formicolii), disturbi gastrointestinali, disturbi urinari, dismenorrea, vaginismo, alterazioni della temperatura corporea, alterazioni dell’equilibrio, tachicardia, disturbi cognitivi (difficoltà a concentrarsi) crampi, allergie a medicine e agli alimenti, ansia, depressione e attacchi di panico.

[Per chi volesse capire nello specifico, rimando alla fine della pagina in cui ho condiviso una buona spiegazione tratta dal sito Fibromialgya.it]

Esistono poi tanti altri sintomi minori che vanno dalla secchezza della pelle a distubri vari del sistema neurovegetativo, ma non sto qui ad elencarveli tutti.

Fatta questa doverosa premessa, ora vi dico come “si vive” e ci “si sente” ad avere questa patologia.
Da schifo.
Potrei anche fermarmi qui, ma oggi voglio spingermi oltre (e poi non ne parlerò più) e vi dirò tutto ma proprio tutto.
Voglio raccontarvi una mia giornata “tipo”. [Ci tengo a sottolineare che ogni paziente vive la FM in maniera diversa. Questa è la MIA esperienza].

Mi sveglio la mattina (se sono riuscita a dormire) con dolori sparsi ovunque, la pancia gonfia e (a volte) il mal di testa (cefalea o emicrania, scegliete voi).
Mi alzo e mi faccio ua doccia bollente per dare un po’ di relax ai muscoli (che di notte non si sono rilassati a causa della cosiddetta “anomalia alfa-delta”, cioè l’assenza di sonno profondo che è quello che li fa rilssare), faccio colazione e prego che quello che ho scelto di mangiare non aumenti il mio mal di pancia.
Dopo aver fatto passare (se passa) il mal di testa con qualche medicina (gli antidolorifici non sortiscono effetti sui pazienti fibromialgici, quindi si ricorre ad altro), tento di lavorare un po’ al computer.
Tengo posizioni improbabili per sentire meno dolore, ma dopo un tot di tempo la schiena fa male in maniera estenuante e spesso comincia l’emicrania.
In tutto ciò la capacità di concentrazione è passata da un 100% di 15 anni fa, al 40%.
Ne consegue che fare un lavoro di concetto diventi sempre più difficile, stressante e frustrante e che i tempi per concluderlo si allunghino sempre più.
Il mal di testa ormai è troppo, la mente è stanca, il corpo urla vendetta.
Che fai?
Una passeggiata? A me personalmente fa peggiorare il mal di schiena. Se è inverno e fa freddo, i muscoli si irrigidiscono ancora di più, quindi conviene stare in casa.
Se è estate, stare al sole fa dilatare le vene del cervello e…chettelodicoaffare? Di nuovo emicrania.
Allora mi sdraio. Non riesco ovviamente a leggere. Posso solo guardare un film o guardare il soffitto.
Dopo qualche ora mi sento meglio e decido di uscire con un’amica: andiamo a cena fuori.
Le chiacchiere sono piacevolissime ma stancano il cervello, stare seduta per tanto tempo nella stessa posizione mi fa male alla schiena. Ci raggiungono degli amici che non mi conoscono e cominciano con le domande:
perchè non bevi alcolici? ma perchè non mangi questo o quello? Andiamo a fare un giro/ballare/concerto?

Io provo, come sempre, a spiegare che l’alcool mi fa venire mal di testa, che determinati cibi (nel tempo l’elenco si è allungato) mi danno problemi di diverso tipo e che, essendo già stata in giro con l’amica, non me la sento di uscire e fare altro.
Ed ecco che partono le occhiatacce di biasimo o i commenti del tipo “a me sembra che stai bene – non te la menare – quante palle – dai vedrai che se esci ti passa tutto – e la più gettonata: ma va che non hai niente, è tutto nella tua testa“.
A quel punto la voglia di prendere una spranga e ammazzare qualcuno si fa molto forte.
Ho imparato che le persone NON SI RENDONO CONTO (e manco gliene frega, in molti casi) di come mi sento dentro, e lascio correre.
Torno a casa (sempre prima) e mi sdraio, pregando di addormentarmi, ma i dolori sono talmente forti che non ci riesco.
Quando finalmente accade, basta un rumore per svegliarmi e a quel punto riprendere sonno diventa un’impresa immane.

Ovviamente non è così tutti i giorni. Ce ne sono di migliori, dove il dolore è minore (non ho avuto un giorno SENZA DOLORE da almeno 10 anni), dove il mal di testa non compare, dove la colite è silente.
Ma ce ne sono di peggiori, dove tutti i sintomi vengono a rotazione. In quelle giornate vorresti solo sparire.

Ma mettiamo che sei in giro e cominci a stare male. Sei con qualcuno e sei costretto a rovinare la serata anche alla persona che sta con te. In certe situazioni non sai nemmeno come tornare a casa.
A volte mi è capitato di dovermi fermare con l’auto perchè sapevo di stare guidando ma allo stesso tempo non sapevo cosa stessi facendo e dove stessi andando. Altre volte non puoi dire di no, ormai sei in ballo, e se stai male non sai dove sbattere la testa.

E la cosa PEGGIORE di soffrire di FM non è L’INSIEME DEI SINTOMI: è il NON SENTIRSI CAPITI. Il venir giudicati se non facciamo questo o quello, se non mangiamo questo o quello, se siamo stanchi, se ci fa male tutto, se perdiamo il filo del discorso, se non ci ricordiamo le cose, se i viaggi sono troppo per noi, se il caldo umido ci fa sentire male a livelli atomici, il tutto contornato dall’occhiataccia (lo dico a costo di venire fraintesa) del tipo “SI MA MICA MUORI! NON HAI UN TUMORE”.

Non vi ho parlato poi degli anni passati a girare da uno specialista all’altro, sentendomi dare della pazza. Non capivano cosa avessi ed il risultato era che iniziavo a sentirmi davvero malata di mente. E vi assicuro che questo è un calvario che passano in molti. Dopo almeno 10 anni di esami e tubi infilati ovunque, lastre e TAC, ad un fisiatra è venuta l’illuminazione: fibromialgia.
Allora parte l’infinita serie di visite da reumatologi o neurologi, che ti bombardano di cure allucinanti (sono finita persino al pronto soccorso a causa di una di queste), nessuna risolutiva.
Già perchè (e rispondo all’ennesima domanda) non esiste UNA CURA UNIVOCA. Ce ne sono tante ma nessuna vera e propria.
Io le ho provate tutte, TUTTE, di tutte le scuole (occidentali e orientali). Medicine, fitoterapia e via discorrendo.
A distanza di tanti anni posso dire che sto iniziando a stare un pochino meglio seguendo un percorso di METAMEDICINA MA NON C’è UNA PILLOLETTA CHE SI PRENDE E PASSA TUTTO.

Ho deciso di scrivere questo post dopo anni di domande ricevute in proposito.
Di mio sono una persona positiva e confido che troverò il modo di guarire.
Ma nell’intanto, e credo di parlare a nome di tutti i fibromialgici, venire riconosciuti come malati (in Italia non esiste come malattia ma solo come sindrome), essere capiti e non giudicati, ci sarà molto d’aiuto.
Il fatto di “non morire” a causa della Fibromialgia non può far classificare la FM come un problema da poco.

Per chi volesse saperne di più, qui sotto incollo i sintomi ed il link ad uno dei vari siti esistenti sull’argomento.

ila

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DUE INFORMAZIONI SULLA FM
I SINTOMI
Oltre ai due sintomi principali, dolore e stanchezza, molte altre manifestazioni cliniche possono far parte del quadro della FM: la varia associazione di tali multiformi sintomi può in parte spiegare le difficoltà nel diagnosticare tale malattia. Di seguito vengono elencati i sintomi più spesso riferiti dai pazienti.

Rigidità:
sensazione di rigidità generalizzata oppure localizzata al dorso o a livello lombare, soprattutto al risveglio, ma anche se si resta per qualche tempo fermi nella stessa posizione (seduti o in piedi).

Disturbi del sonno:
più che difficoltà ad addormentarsi si tratta di frequenti risvegli notturni e sonno non ristoratore. Viene considerata specifica della FM la cosiddetta “anomalia alfa-delta”: non appena viene raggiunto il sonno “profondo” (caratterizzato da onde delta all’elettroencefalogramma) si ha un brusco ritorno verso il sonno “superficiale” (caratterizzato da onde alfa). La mancanza di sonno profondo, fase nella quale i muscoli si rilassano e recuperano la stanchezza accumulata durante il giorno, spiega molti dei sintomi della FM (stanchezza persistente, risvegli notturni, sonno non ristoratore).

Mal di testa o dolore al volto:
il mal di testa si caratterizza come cefalea nucale, temporale o sovraorbitaria oppure emicrania, molto spesso ad andamento cronico (cioè il paziente riferisce di soffrire di mal di testa da sempre). Frequentemente i pazienti con FM presentano dolore a livello mascellare o mandibolare e in questi casi la sintomatologia viene confusa con una artrosi o una disfunzione della articolazione temporo-mandibolare. Tale diagnosi, soprattutto in pazienti giovani, deve fare sospettare una FM.

Acufeni:
fischi o vibrazioni all’interno delle orecchie. Possono essere originati da spasmi dei muscoli tensivi del timpano.

Disturbi della sensibilità:
in particolare formicolii, diffusi a tutto il corpo oppure limitati ad un emisoma (cioè la metà destra o la metà sinistra del corpo) o ai soli arti. Inoltre diminuzione della sensibilità, senso di intorpidimento o di “addormentamento” con la stessa distribuzione.

Disturbi gastrointestinali:
difficoltà digestive, acidità gastrica, dolori addominali spesso in relazione ai cambiamenti climatici o a fattori stressanti, e quindi classificate come “gastrite da stress”. Nel 60% dei pazienti con FM si associa una sindrome del colon irritabile (la cosiddetta “colite spastica”): alternanza di stipsi e diarrea con dolori addominali e meteorismo.

Disturbi urinari:
caratteristica della FM è una aumentata frequenza dello stimolo ad urinare o una vera e propria urgenza minzionale in assenza di infezione delle urine. Più raramente si può sviluppare una condizione cronica con dolore a livello vescicale, definita “cistite interstiziale”.

Dismenorrea:
molte delle dismenorree di notevole entità e scarsamente responsive alla terapia sono giustificate da una FM non diagnosticata. Anche il vaginismo (dolore durante il rapporto sessuale) è caratteristico della FM.

Alterazioni della temperatura corporea:
alcuni pazienti riferiscono sensazioni anomale (non condivise dalle altre persone che stanno intorno a loro) di freddo o caldo intenso diffuso a tutto il corpo o agli arti. Non è rara una eccessiva sensibilità al freddo delle mani e dei piedi, con cambiamento di colore delle dita che possono diventare inizialmente pallide e quindi scure, cianotiche: tale condizione è nota come fenomeno di Raynaud.

Alterazioni dell’equilibrio:
senso di instabiltà, di sbandamento, vere e proprie vertigini spesso ad andamento cronico e che vengono erroneamente imputate all’artrosi cervicale o a problemi dell’orecchio. Poiché la FM coinvolge anche i muscoli oculari e pupillari i pazienti possono presentare nausea e visione sfuocata quando leggono o guidano l’automobile.

Tachicardia:
episodi di tachicardia con cardiopalmo che portano spesso i pazienti con FM al Pronto Soccorso per paura di una malattia cardiaca, soprattutto se si associa dolore nella regione sternale (costocondralgia), molto frequente nella FM.

Disturbi cognitivi:
difficoltà a concentrarsi sul lavoro o nello studio, “testa confusa”, perdita di memoria a breve termine (in inglese tali manifestazioni vengono definite “fibro-fog”, cioè annebbiamento fibromialgico).

Sintomi a carico degli arti inferiori:
sono rappresentati più spesso da crampi e meno frequentemente da movimenti incontrollati delle gambe che si manifestano soprattutto di notte (“Restless leg Syndrome” o “Sindrome delle gambe senza riposo”).

Allergie:
una buona parte dei pazienti fibromialgici riferisce ipersensibilità a numerosi farmaci, allergie alimentari di vario tipo, allergie stagionali. Pur essendo queste manifestazioni comuni nella popolazione generale, in un sottogruppo di pazienti affetti da FM le allergie sono molteplici e rappresentano un aspetto preminente della malattia tale da impedire la normale alimentazione, lo svolgimento della attività lavorativa, ecc. In questi casi viene a configurarsi il quadro della cosiddetta “Multiple Chemical Sensitivity Sindrome”, o Sindrome delle Intolleranze Chimiche Multiple nella quale i pazienti risultano ipersensibili a moltissime sostanze, dai farmaci ai cibi a sostanze chimiche di vario tipo, con gravi limitazioni nella vita quotidiana.

Ansia e depressione:
molti pazienti affetti da FM riferiscono manifestazioni ansiose (a volte con attacchi di panico) e/o depressive. Questa associazione ha fatto sì che in passato la FM venisse considerata come un processo di somatizzazione in soggetti ansiosi o depressi, e purtroppo ancora oggi molti medici sono legati a questa ormai superata definizione. I numerosi studi sul rapporto tra ansia/depressione e FM hanno dimostrato inequivocabilmente che la FM non è una malattia psicosomatica e che gli eventuali sintomi depressivi o ansiosi sono un effetto piuttosto che una causa della malattia. Una reazione depressiva è infatti comune a tutte le malattie che comportano un dolore cronico, come ad esempio la artrite reumatoide o l’artrosi.
Fonte – http://www.fibromyalgia.it/fibromialgia_quali_sono_i_sintomi.htm

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Si possono provare tristezza e gratitudine contemporaneamente?

Poco fa sono uscita con Indie, il mio cane, per il giro mattutino. Un caldo assurdo a farci compagnia, nonostante le 9 del mattino.
Mentre tornavamo a casa, nel giardino condominiale, ho sentito uno sbattere d’ali ed ho visto un uccello sdraiato per terra che si dimenava. Non vedevo la testa, sembrava scomparsa nella terra.
Ho legato Indie a distanza di sicurezza e sono andata a vedere l’uccellino.
Si contorceva, sembrava avere il collo spezzato per come lo teneva, e metà del corpo pareva paralizzata.
Mi guardava, mi è parso, con disperazione.
Si capiva che non c’era più nulla da fare e per un attimo mi ha assalito il panico “non posso lasciarlo soffrire così, ma cosa potrei fare?”.
L’ho preso con delicatezza e messo all’ombra, poi mi sono seduta vicino a lui ed ho cominciato ad accarezzarlo. Non sapevo che altro fare.
Piano, piano gli spasmi che gli percorrevano tutto il corpo hanno cominciato a diminuire fino a sparire. Ho continuato ad accarezzarlo fino a che si è rilassato completamente e poi leggero, ha fatto un respiro e via…
Per essere certa che fosse morto ho provato a sentire il battito del cuore con un dito, domandandomi, tra l’altro, “dove hanno il cuore gli uccelli?”.
Era morto, con gli occhi aperti come nei film, e come nei film mi è venuto di chiuderglieli, solo che non ci sono riuscita.
Non me la sono sentita di lasciarlo lì in mezzo al giardino, in balia dei gatti, così l’ho portato al sicuro e più tardi lo seppellirò.
Era morbido e ancora caldo… con le piume di tante sfumature di grigio, il becco socchiuso, gli occhi sbarrati e improvvisamente vuoti.
Mentre tornavo in casa con le lacrime che mi rigavano il viso, mi sono ritrovata a provare tristezza per la sua sofferenza e gratitudine per essere stata lì in quel momento, per non averlo lasciato morire da solo.
Sembrerà un’assurdità, ma ho davvero percepito il suo “conforto” nel vedermi arrivare e stare lì con lui.
L’Universo ci sa regalare esperienze forti ed inaspettate, che celano sempre lezioni importanti per il nostro percorso.
E sì, si può essere tristi e grati allo stesso tempo.
E auguro a tutti di poter provare questo mix di emozioni prima o poi.

ila

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Se ce la faccio io, potete farcela anche voi…

Bidonare.
Paccare.
Lasciare in 13.
In sostanza: annullare un appuntamento all’ultimo minuto.
Non so più quanti “scusa ma sto male e non potrò esserci” ho detto in questi ultimi anni, quanti bidoni ho dato alle persone che ho intorno. (E quanti ancora ne dovrò dare, amici perdonatemi)

Sì perchè ho la fibromialgia, che per farla breve è una “sindrome” reumatica che ti incasina tutto il corpo ed il cervello abbassando la soglia del dolore. Ad ognuno prende in modo diverso.
Io soffro di mal di testa ormai quotidiani (una volta segnavo sul calendario i giorni di mal di testa, ora segno quelli in cui non ce l’ho…), dolori alla schiena (perennemente bloccata), insonnia, problemi di concentrazione e memoria ed altre mille menate.

E quel che succede è fondamentalmente che non puoi più fare la vita di prima, non puoi assolutamente continuare a pensare di avere le stesse possibilità. Ti ritrovi a non riuscire a fare un sacco di cose, a non scendere dal letto, a non poter nemmeno leggere perchè la testa esplode.
Ogni volta che faccio un concerto ho il terrore di star male e far saltare la data, e so già che il giorno dopo lo passerò sul divano con un senso di morte addosso…
E ci si abbacchia parecchio. Si soffre anche di depressione ed ansia.
Per fortuna ho scacciato l’ansia e non so cosa sia la depressione, ma è dura. Per te e per quelli che hai intorno.


Ma
a tutto questo bel discorso da spararsi nelle palle c’è un “però“.
Quelli che mi conoscono (e molti non sanno o non sapevano di questa fibromialgia) mi dicono “Ma come fai a fare così tante cose?
Ecco, il punto è proprio questo: le faccio. Non perchè io sia migliore degli altri, ma semplicemente perchè CI PROVO!
Faccio mille cose e ne invento sempre di nuove NONOSTANTE stia di merda la maggior parte del tempo. Certo adesso, a differenza di 10 anni fa, devo dosare tempi ed energie, non sto dicendo che sia facile, dico solo CHE SI PUO’ FARE!
E SE CE LA FACCIO IO CHE STO NA CHIAVICA, CE LA POSSONO FARE TUTTI!!!

Parlo di tutti TUTTI.
Parlo soprattutto a quelli SANI.
Non restatevene imbrigliati in scuse che vi mettete da soli o lasciate che gli altri vi mettano.
Non pensate mai di non farcela, nè che non ne valga la pena.
Non lasciate che la vita vi passi davanti senza aver tentato tutto.
Se avete un sogno inseguitelo.
Se non avete mai provato una cosa, PROVATELA!
Assaggiate nuovi sapori.
Provate a fare qualcosa che vi incuriosisce.
Viaggiate ed aprite la mente al mondo bellissimo che abbiamo intorno.
Sforzatevi di scoprire la bellezza che sta nelle diversità, nelle differenze che normalmente ci allontanano ma che ci dovrebbero unire.
E non vi dirò che la vita è troppo breve, visto che credo nella reincarnazione 🙂 ma a prescindere dal tempo che abbiamo a disposizione e a prescindere dalle vite che potremo mai vivere, NOI SIAMO QUI E SIAMO VIVI e questo è FICHISSIMO!

Nonostante i momenti bui, le disgrazie che capitano a tutti prima o poi, nonostante ci sia sempre qualche difficoltà, FREGATEVENE, cogliete ogni opportunità e siate padroni di voi stessi e della vostra vita, fate le cose con amore, AMATEVI, portate nel mondo qualcosa di bello.
E quando pensate di non farcela ricordatevi che TUTTI ce la possono fare!
Se ce la faccio io, ce la potete fare anche voi! 🙂

Molto amore per tutti voi ^^

ila

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Ci sto lavorando…

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tra un mese avrò 34 anni.
sono pigra. a volte pigrissima.
ho un omino pigro dentro di me che si chiama mimmo, mimmo indolenza.
l’ho anche tatuato sull’avambraccio sinistro, e forse non avrei dovuto, perchè adesso lui sta lì e mi ricorda la pigrizia.
sono una persona allegra, dall’intelligenza arzilla. dico un sacco di parolacce.
a casa dei miei non ho mai detto parolacce.
al massimo “culo”, o “merda”, ma dopo i 30 anni.
dire le parolacce mi piace moltissimo. le mischio. le invento. mi diverte creare giochetti con le parolacce, perchè alla fine, credo, è sempre un modo di creare.
mi dicono che non dovrei, ma non me ne frega niente.

sono incostante, ma ci sto lavorando.
sono incostante e perdo il filo dei miei pensieri almeno 3 volte al minuto. ma dicevo, ci sto lavorando.
da un mese ho messo diverse sveglie sul mio cellulare per ricordarmi di fare delle cose.
ne ho anche una a metà del pomeriggio che mi ricorda di guardare fuori, il mondo, e sorridere.
così magari mi “imparo” la costanza. si vedrà

mi piace leccare il mestolo quando cucino la salsa di pomodoro.
e annusare il vino, che non posso più berlo.
mi piace far crescere le piante e stare con gli animali.
quando sto con gli animali il mio cervello si spegne.

credo fortemente nella capacità delle persone di poter essere migliori. vedo la loro strabiliante bellezza e (aimè) mi arrabbio moltissimo quando vedo la gente sprecare la vita e buttarla nel cesso.
è una cosa che mi fa proprio incazzare.
prima mi incazzavo e basta. adesso lo dico. trovo il modo e in qualche modo lo comunico al diretto interessato. pensavo che mi avrebbero tutti mandati a quel paese e invece non è successo.
magari all’inizio uno ci rimane male, a sentirsi dire le cose in faccia, le cose che secondo me sbaglia e che potrebbe cambiare per essere una persona più felice.
pensavo mi avrebbero mandato tutti a fare in culo.
e invece no. pare che serva. dopo una prima fase di rifiuto pare che serva e io sono infinitamente felice per questo.

ogni tanto mi arrabbio per delle cose fottutamente stupide.
quelle cose di tutti i giorni, quelle basse, quelle davvero stupide, e mi sale un nervoso che vorrei spaccare tutto. a volte lo faccio. a volte l’ho fatto.
da adolescente prendevo a pugni l’armadio della mia camera. scusami armadio. mi sei stato utile.

e quando invece le cose si fanno serie, e sono cose brutte, ho diversi modi di reagire.
se si presenta un problema di solito cerco e poi trovo una soluzione.
se è una cosa che proprio non si può controllare, come la malattia di una persona cara, o la morte, allora mi chiudo, spengo le emozioni. non piango. e poi sto male perchè se non piangi esplodi. ma anche su questo ci sto lavorando.

e parlo. parlo moltissimo, tipo che parlo sempre e credo che qualcuno a volte vorrebbe spegnermi.
anzi qualcuno me l’ha anche detto, credo.
ma ho poca memoria per la maggior parte delle cose, e quindi me lo sono scordato.
la memoria mi funziona bene solo sulle cose emotive.
mi ricordo quando a 5 anni ho preso a calci mio nonno con i pattini di metallo perchè voleva che tornassimo a casa. me lo ricordo perchè lui ci è rimasto malissimo, ma proprio tanto.
talmente tanto che non mi ha nemmeno sgridata. è bastato lo sguardo deluso.
e ora che non c’è più questa cosa me la ricordo e mi fa piangere, perchè non posso più chiedergli scusa.
mi ricordo quando facevo la capanna dei boschi a Limone Piemonte, con Riky e Mirko.
e sono ricordi bellissimi.
mi ricordo la mia professoressa di matematica delle medie, suor Valeria. me la ricordo così bene che l’anno scorso l’ho ritrovata, nonostante lei abbia passato metà della sua vita a cambiare stato, per aiutare la gente. ha 70 anni e ci mandiamo delle email.
mi ricordo l’odore di milano la notte, d’estate.
mi ricordo il canto dei gabbiani di genova.
però mi dimentico i titoli dei film, i contenuti dei libri (ma ricordo se mi sono piaciuti), dimentico nomi, la lista della spesa e le scadenze. sempre.

mi piace aiutare la gente. ci provo in tutti i modi possibili.
qualcuno mi crede una pazza idealista.
qualcun’altro pensa che sia tutta una finzione per “apparire”.
ma devo essere sincera, non me ne frega proprio una mazza.
sono un’insicura su alcune cose, ma ho scoperto che il giudizio della gente su quello che sono, alla fine, non mi tocca. perchè sento di fare delle cose giuste.
e perchè per fortuna ho chi mi ricorda che faccio delle cose giuste.
ho paura dell’invidia. non sono una persona invidiosa ma mi incazzo da morire se una persona senza meriti ottiene più del dovuto.
in qualsiasi settore. è una cosa che trovo profondamente ingiusta e mi viene (aimè) il sangue marcio. mi sale la merda al cervello.
ma anche su questo, ci sto lavorando.

mi piace creare, sempre, in qualunque momento ed in qualunque modo.
penso 400 cose al secondo e ne faccio altrettante nello stesso istante, ma questo non va bene, e ci sto lavorando.
sto imparando a fare “una cosa alla volta”.
l’ho anche scritto su un foglietto davanti al computer.

soffro di insonnia, proprio perchè penso troppo e sempre, e nella mia testa c’è un rumore di fondo costante, a volte è come la radio senza frequenza, a volte è una band metal.
sto tentando quindi di riscoprire il silenzio.
si, insomma, ci sto lavorando.
ho una cosa chiamata “fibromialgia”. una patologia “stupida”, che viene soprattutto a quelli che pensano tanto. grazie alla fibromialgia ho scoperto di soffrire della “sindrome del supereroe”, cioè il sentirsi invincibili. ma prima non me n’ero accorta.
dicevo “ma sì. dormo dopo, ma sì, poi mi fermo. Ma certo, posso farlo, e subito”.
adesso che l’ho scoperto… ci sto lavorando.
perchè ne ho piene le palle di avere dolori tutto il giorno tutti i giorni. e quindi adesso devo fare le cose con più calma, ma non è mica che smetto di farle, sia chiaro.
però con calma, una alla volta.

voglio cambiare il mondo, mi piace “aggiustare” le situazioni sbagliate, aiutare le persone a capire che sono incredibili e che possono essere TUTTO ciò che vogliono.
me lo devo ricordare anche io, perchè mi rendo conto che a volte mi sento di non meritarmi le cose buone. e invece me le merito. se le meritano tutti. e quindi io ci lavoro per me ma anche per gli altri.
e nella cosa del cambiare il mondo ci credo per davvero.
la chiamo “sindrome di pollyanna”.
su questa anche ci sto lavorando, ma nell’altro senso.
nel senso che la trovo un’idea fantastica, da applicare tutti i giorni.

non sopporto i rompicoglioni, quelli che si lamentano per tutto senza fare niente per cambiare.
però alla fine mi dispiaccio, perchè hanno la possibilità di stare meglio e non lo fanno.
però non sopporto che frantumino gli zebedei al resto dell’universo.
e anche su questo mio fastidio, ci sto lavorando.

soprattutto amo scrivere canzoni. spesso mi arrivano come (senza come) un messaggio da un qualcosa di superiore. non perchè io scriva dei capolavori, ma succede proprio così.

mi piacciono le serie televisive.
anzi no. sono drogata di serie televisive e quando mi piace una serie vorrei che tutti la vedessero.
in realtà quando mi piace qualcosa vorrei che tutti la provassero (vedessero, sentissero) perchè se ha fatto star bene me potrebbe far star bene anche gli altri.
ma a volte gli altri non lo capiscono. non so cosa capiscano, ma non lo capiscono e ci rimango male.

e poi dico tutto, non ho filtri. spesso ho pensato che fosse un difetto, perchè alla gente non gliene frega una mazza di quello che penso, se mi sudano le ginocchia o se un determinato cantante mi fa cacare.
adesso invece penso che vada bene così.
non so nemmeno perchè, ma in questo momento la vedo così.

e poi sono altre mille cose, ma adesso ho sonno e voglio tornare a leggere quel bel libro che mi ha fatto venire voglia (anche se non c’entra assolutamente nulla) di uscire dal letto e scrivere tutto questo.
ma sopra ogni cosa sono io ed il mio contrario.
prima questa cosa la percepivo ma non la capivo.
adesso l’ho capita, perchè ci ho lavorato.

e buona notte quindi, o buon giorno per domani.
chi può sorridere lo faccia.
chi non ne ha voglia si sforzi.
tentare di essere felici dovrebbe sempre essere in cima ai nostri pensieri.
al massimo potremo dire che ci stiamo lavorando!

ila

Pensieri del sabato mattina…

Stamattina mi sono svegliata con questo ragionamento:

Nel corpo umano se alcune cellule decidono di essere “cattive”, diventando cancro, cosa succede? Che tutte le altre cellule ne soffrono e alla fine il corpo muore.
Ecco, ora immaginate che ogni persona sia una cellula, una parte di un corpo, di un tutto unico!
Se capissimo veramente di essere tutti collegati e strettamente interconnessi, forse capiremmo VERAMENTE che trattarci male l’uno con l’altro alla fine si riversa negativamente anche su noi stessi.
E il mondo forse inizierebbe ad essere un posto migliore…

 

Buon fine settimana a tutti!

PER NON FARE RUMORE

Ciò che è davvero importante non è il risultato, ma il perseguimento dell’amore rivolto all’altro. Perseguite l’amore. Dovete guarire il cuore degli uomini”

Questa frase è estratta da uno dei tanti libri di Brian Weiss, che in momenti diversi della vita mi si è sempre parato davanti con concetti dei quali avevo bisogno in quel momento.
E queste non le ho mai viste come delle semplici coincidenze, ma come un modo “magico” dell’universo di farmi arrivare quello di cui avevo bisogno, fosse una frase, un concetto, un’informazione. Mi succede sempre, succede nelle vite di tutti e l’importante è accorgersene, perchè tutto prende una forma ed un colore decisamente migliore.

Ho sempre avuto la convinzione che quello che facciamo qui, in questa vita, sia parte di un disegno molto più grande di quello che noi immaginiamo, non un percorso predefinito, diciamo che è come se ognuno di noi dovesse arrivare da A a B e che i modi per farlo sono tantissimi.
E ci sono dei giorni in cui è come se tutto l’universo si concentrasse su di te, e ti venisse incontro per farti capire che c’è qualcosa di più, che la vita è bellissima anche nei periodi peggiori, e che bisogna sapersi guardare intorno, stare con le orecchie drizzate ed il cuore aperto per poter raccogliere i segni ed i regali che arrivano.

A tutti capitano dei periodi no, dei periodi aggrovigliati di domande delle quali non si vede una risposta, nei quali non ci si riesce a muovere e si vorrebbe solamente avere un piccolo “dio tascabile” per avere un aiuto e tutte le risposte (intendo un Dio generico, di nessuna religione in particolare, qualcosa di superiore, per intenderci).
Io sono esattamente in uno di questi periodi, di rinascita in un certo senso, ma di mille domande e dubbi su tutto quel che faccio.
E per questo amo così tanto la vita, perchè poi basta guardare il cielo primaverile, ascoltare una canzone, leggere un libro, ricevere una mail da un amico, una telefonata da uno sconosciuto, guardarsi allo specchio e tutto diventa incredibilmente cristallino, lampante.
E ti accorgi che in qualche modo inspiegabile la risposta, le risposte, stavano lì a disposizione ma erano così fragili e piccole da non volerti disturbare. Per non fare rumore.

Ed il mondo mi sembra sempre un posto meraviglioso per imparare, sognare, creare, amare e vivere la vita meravigliosa che abbiamo tra le mani, anche se spesso ci fa sudare sette camicie.

Spargo un po’ di amore su di voi e vi lascio con questa canzone che adoro.
Col cuore aperto
ila