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ECCO PERCHE’ BISOGNA COMPRARE I DISCHI ANZICHE’ SCARICARLI

Sottotitolo: “I costi di un disco autoprodotto”
(concetto valido per artisti indipendenti, etichette e major. perchè tutti spendono soldi per fare un disco!)

Ogni tanto mi capita di sentire qualcuno dire “ma perchè dovrei pagare un disco? Lo scarico gratis“, o anche “la musica dovrebbe essere gratuita, è un diritto di tutti“.
Oggi ho pensato che fosse il caso di spiegare, per chi non lo sa, il perchè bisogna PAGARE la musica che si ascolta.

In realtà è molto semplice.
Per fare un disco bisogna innanzi tutto aver scritto delle canzoni, aver provato ore ed ore, aver SPESO soldi e tempo per esserne in grado, affittare la sala prove, comprare gli strumenti e via discorrendo.

Ma andiamo al sodo, e per farlo userò dei costi e dei tempi che ovviamente non sono uguali per tutti e non sono assoluti, ma danno comunque un’idea generale del perchè bisognerebbe pagare la musica.

Tanto per cominciare serve uno studio di registrazione con un fonico.
Ipotizziamo di spendere una cifra forfettaria di 350 euro al giorno più iva.
Ipotizziamo ancora di stare in studio 2 settimane, che possono essere abbastanza per alcuni, molte per altri, poche a seconda del prodotto, ma come dicevo, andiamo a spanne.
Oltre alla registrazione vera e propria (e badate bene che se i musicisti non fanno parte del progetto dovrete pagare anche loro ed un eventuale arrangiatore, ma in questa sede non ne terremo conto) ci sarà da considerare anche il mixaggio. Bene.

Dopodichè si passa al mastering, anch’esso variabile, ipotizziamo 1000 euro per tutto il disco.

Adesso abbiamo il nostro bel MASTER finito.
Ci serve quindi un grafico che faccia la grafica del packaging e del disco.
Grafica: 600 euro+ iva

E adesso cosa?
Ah già, la stampa!

Molto variabili sono le cifre della stampa a seconda di quantità delle copie, stampatore ma soprattutto del formato.
Ipotizziamo di stampare le classiche 1000 copie di un’autoproduzione, con un Jewel Box (per intenderci il classico cd di plastica con dentro libretto e disco), un booklet di 12 facciate ed una label (il disco) in 2 colori.
Diciamo che il costo della copia potrebbe essere 1.50 euro più iva.

Per finire dobbiamo obbligatoriamente fare i bollini SIAE.
Questa cifra è assolutamente variabile e molto difficile da calcolare perchè dipende da durata del disco, quantità di pezzi, edizioni ecc.
Userò come metro la cifra spesa da noi per “Little world”, cioè 680 euro.

PER RIASSUMERE

Studio 5900 euro (forfattario)
Mastering 1210 euro
Grafica 726 euro
Stampa 1815 euro
siae 680 euro

Questo vuol dire che per fare il nostro disco abbiamo speso (iva compresa) la bellezza di 10331 euro.

Come dicevo all’inizio, sto considerando delle cifre di media e soprattutto per qualcuno che si AUTOPRODUCE.
Bene, considerando che di solito i dischi indipendenti vengono venduti a 10 euro l’uno, ecco che anche ipotizzando di vendere tutte le copie (impossibile dal momento che dovremo darne gratuitamente un tot a radio, giornali e club, senza contare le spese di spedizione…) non avremmo coperto la cifra spesa.

Pensate anche per un secondo al musicista: se uno è MUSICISTA e le sue entrate sono legate a quello, a fine mese non ha modo di pagare nè affitto, nè bollette, nè benzina, nè assicurazione auto: NIENTE!

Quindi per favore, la prossima volta che vi mettere al pc per trafugare truffaldinamente gli mp3 di un artista (che sia indipendente o di una major poco importa), pensate che state semplicemente facendo in modo che piano, piano, uno dopo l’altro, I MUSICISTI CHE COMPONGONO MUSICA INEDITA, LA MUSICA CHE VI PIACE E VI FA STARE BENE, SARANNO COSTRETTI A SMETTERE DI FARE DISCHI PERCHE’ NON CI SARANNO LE POSSIBILITA’ ECONOMICHE PER REGISTRARLI E STAMPARLI!!!

SE VOLETE CHE LA MUSICA CONTINUI AD ESISTERE, PENSATECI!

ila

 

 

 

 

 

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UN PO’ DI LOVE :)

Eccoci pronti per una nuova sfida, se pur con un po’ di ritardo, dal momento che la sfida scade il 18 febbraio.
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ila & the happy trees ringraziano 🙂