IL NUOVO “DIARIO DI BORDO”

Copertinapicc

è con un grande ritardo che mi ripresento su quello che da oggi farò diventare il nuovo blog, un “diario di bordo”, per così dire.
un po’ come Kirk sull’Enterprise, ma senza la data astrale…
l’11 marzo è finalmente uscito il nuovo disco “Little world” ed i frutti della tanto faticosa e lunga semina hanno cominciato ad arrivare, poco a poco, a piccoli germogli (passatemi il termine).

le radio hanno cominciato a passare Tomorrow, il singolo designato, e le testate (web e cartacee) hanno cominciato a sfornare delle buone recensioni.

Tomorrow

la cosa che mi rende più orgogliosa e felice è l’apprezzamento da parte del pubblico, sia ai concerti che facciamo con “ila & the happy trees”, sia da parte degli ascoltatori gentili che hanno acquistato il disco.
quel che mi sento dire più frequentemente è che la nostra musica “fa stare bene” ed io non posso che esserne entusiasta e ribadisco ORGOGLIOSA, dal momento che fosse proprio quello il mio intento.
In “malditesta” e “va tutto bene“, i miei primi due dischi, le canzoni mi venivano per rabbia, tristezza, sfogo.
con “Se potessi volare“, l’ep uscito a settembre, c’è stato il passaggio ad un mondo più acustico, ma è con “Little world” e le sue 15 tracce che ho potuto finalmente aprirmi ad un nuovo modo di intendere la mia musica.
non è stata una cosa voluta, è semplicemente successo, esattamente come l’utilizzo dell’inglese in quasi tutti i pezzi.
molti mi chiedono il perchè di questa “scelta”: ci tengo a precisare che la mia non sia stata una scelta appunto, ma ho imparato ad ascoltare il cuore delle canzoni che nascevano spontanee e a capire che usare la sola lingua italiana sarebbe stato un limite.
credo fortemente che porsi dei limiti nella musica sia un errore, anzi, una mancanza nei confronti della musica stessa.
la lingua “è” musicale e non tenerne conto avrebbe poco senso.
se traducessi alcune mie canzoni in italiano (o dall’italiano all’inglese) perderebbero la naturalezza. può sembrare assurdo ma è così.
se conoscessi dieci lingue le userei tutte, se la canzone me lo richiedesse.

in un interessante progetto musico/letterale nel quale sono stata invitata a partecipare insieme ad altre 20 cantautrici qualche mese fa, mi si chiedeva di scrivere una canzone sulla parte anatomica “lingua“. è nata così una canzone in genovese, inglese, italiano.
avevo pensato che l’avrei scritta in italiano, ed invece ecco che la sinuosità etnica della musica ha richiamato in modo naturale il dialetto delle mie origini, il genovese appunto.
questo progetto, che verrà pubblicato nei prossimi mesi con un libro di MIchele Monina, foto di Zoe Vincenti e un cd con le canzone di noi 21 cantautrici, ha il titolo di “Anatomia femminile“.

con Francesco Di Maio stiamo girando il video di Tomorrow, e tra qualche giorno completerò il video de “La vigilia di Natale” che ho girato a Comun Nuovo con l’aiuto di Mario Rota e un paio di meravigliosi attori che vedrete presto.
nei mesi scorsi ho girato, montato e pubblicato i primi due video “Another day” (con l’aiuto di Guido Maria Ratti) e “I’ll close the door“. che ne pensate?

che altro dire?
sabato suoneremo al Bopo di Bergamo, e poi cominceremo con le date estive, molte ancora da definire.
spero di incontrarvi in una di queste.

ila

 

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